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Oggi voglio parlarvi di questo appassionante romanzo storico ambientato nella Baviera del XVII secolo. Come sempre, una volta iniziato, difficilmente riuscirete a staccarvene…se così non fosse, non ve lo proporrei di sicuro!

La storia inizia con la tragica scomparsa di due bambini del paese, entrambi ritrovati agonizzanti e con uno strano simbolo sul corpo.
Il popolo inizia ad agitarsi e dà il via ad una serrata caccia alla streghe; una caccia animata solo dalla paura, che non tiene conto di tutto il resto. L’odio sfocia presto nell’arresto di quella che è solo un capro espiatorio: la levatrice del paese Martha Stechlin, accusata degli omicidi e di stregoneria.
La prigioniera viene affidata al boia che ha il compito di farla confessare estorcendole le parole con l’ausilio dei suoi strumenti di tortura. Una settimana di tempo prima che la strega finisca sul rogo: una settimana per ottenere una confessione o una settimana per cercare il vero colpevole.
Inizia ora la caccia al vero assassino.
Tutta la storia gira attorno alla figura del boia, personaggio intenso e uomo temuto ed emarginato, ma allo stesso tempo esperto erborista e uomo illuminato.

Addentratevi nella Baviera del 1600, epoca di superstizioni e follie collettive dove in mezzo a tante “streghe” si muovono personaggi memorabili che (nonostante gli strumenti di tortura…) vorreste conoscere!
Un thriller storico davvero originale ed appassionante, ambientato in un’epoca “oscura”.
Una curiosità: l’autore è un discendente dei Kuisl, una famosa dinastia di boia realmente esistita.

La figlia del boia
di Oliver Potzsch
Ed. Neri Pozza