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Per la giornata internazionale della donna, abbiamo deciso di farvi un regalo speciale: abbiamo intervistato Manuela Cervetti, mamma-blogger che tre anni fa ha dato vita al sito e alla community di www.mammeacrobate.com, alla quale abbiamo chiesto di raccontare qualcosa della sua vita lavorativa e di (due volte) mamma.

Quando e come è nata l’idea del sito ‘Mammeacrobate’?

‘Mammeacrobate’ è nato dopo un travaglio relativamente breve e con parto naturale! Scherzi a parte, l’idea è arrivata davvero in maniera naturale, dopo poco che ero diventata mamma. Frequentavo la rete, in particolare alcuni forum e community, per confrontarmi con altre neomamme e cercare risposte alle mie mille domande. Ho trovato e ‘ri-trovato’ delle amiche, mamme anche loro, che come me lavoravano nel mondo della comunicazione e del web e da lì al pensare di dar vita a ‘Mammeacrobate’ il passo è stato breve. La nostra mission è sempre stata molto chiara: ‘parlare da mamme con le mamme’, offrire uno spazio di confronto, racconto e scambio di esperienze.

Hai da poco cambiato vita (lavorativamente parlando): quanto le tue figlie hanno contribuito a farti desiderare questa novità? 

Sì è vero, da qualche mese ho cambiato lavoro e ora sono una freelance, aspirante imprenditrice, con mille progetti e sogni nel cassetto!
Questo, giusto per dissipare qualche dubbio, non significa affatto meno lavoro e più tempo libero! Anzi, è proprio il contrario. Però ora sono più soddisfatta di quello che faccio e di come lo faccio e sicuramente alle mie bimbe devo in parte questa decisione. Mi hanno dato la forza di cambiare, di abbandonare una condizione che non mi gratificava più da tempo e di rimettermi in discussione al 100%.

Quanta fatica si fa ad essere mamme (e acrobate) in un Paese come l’Italia, così poco attento alle donne e, ancora meno, alle madri? Tu come hai trovato il tuo ‘posto’ e il tuo equilibrio?

Io il mio equilibrio lo cerco ogni giorno, a volte lo trovo (per qualche ora), a volte no. Ci sono tante cose che si potrebbero fare meglio in Italia per sostenere la famiglia (non le mamme, ma la famiglia… e chi vuole intendere, intenda). Io mi reputo molto fortunata perché le fatiche di genitore le condivido esattamente al 50% con mio marito. Questo è sicuramente il primo cambiamento culturale che deve avvenire nel nostro Paese, poi da qui partirà tutto il resto.

Recentemente sei stata ospite di un talk televisivo e una delle domande che ti è stata fatta riguardava la ‘rinuncia’ da parte delle mamme-lavoratrici alla carriera per la gestione ed il bene dei figli: puoi raccontarci in breve il tuo pensiero?

In sintesi, perché se ci penso ancora mi infervoro! Il mio pensiero è molto semplice e lineare, non tutti però lo hanno voluto capire e non mi è difficile immaginare il perché. Io NON rinuncerei alla carriera per le mie figlie perché non accetto che si debba ancora porre ad una donna una domanda simile. Non rinuncerei perché non è questo che auguro alle mie bambine, alle quali auguro invece di non dover mai rinunciare a nulla nella vita, men che meno a un lavoro che amano e che le gratifica. Ma poi, una domanda del genere a una manager svedese l’avrebbero mai rivolta??!

Una delle prime cose a cui ho pensato riguardo questa questione della ‘rinuncia’ è stata: ‘perché non viene fatta la stessa domanda agli uomini-padri’? Quindi ti chiedo: tu cosa pensi della figura ‘paterna’ in Italia, che idea te ne sei fatta, con la tua grande esperienza di mamma-blogger?

I papà sono cambiati, questo ormai è un dato di fatto. Faticano a cambiare le logiche sociali, la mentalità e le leggi. Recentemente è stato introdotto il congedo obbligatorio di paternità (1 giorno…) che possiamo considerare un primo tentativo di andare a modificare quella mentalità tutta italiana che vede nella donna/madre l’unica figura deputata alla cura di figli e famiglia (compresi i parenti anziani). Ma i papà cosa ne pensano? Io me lo sono chiesto, anche su ‘Mammeacrobate’, perché la loro voce su questo tema l’ho sentita un po’ poco…

Ultima domanda: che consiglio, semplice, pratico e diretto daresti a tutte le mamme che ti leggono e che leggono il nostro blog, per rendere il mestiere più difficile del mondo un po’ più facile e, perché no, divertente?

Ah no, no di consigli non ne ho, anzi se li avete datemeli voi!!! Posso dirvi come faccio io a cercare ogni giorno di restare in un precario equilibrio: faccio un milione di liste per ricordarmi tutto quello che devo fare, mi faccio aiutare da chi si offre disponibile (altro che ‘faccio tutto io’, siamo matte?!), mangio tanta cioccolata che si sa che mette di buon umore e… quando sto con le mie figlie cerco di staccare la testa da tutto il resto (non ci riesco sempre, ma quando funziona è bellissimo….)!