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Sono atea. Profondamente atea. Decisamente atea. E quindi è stato facilissimo per me farmi tentare da questo libro: un caso letterario nel quale si immagina il ritorno di Gesù sulla Terra, oggi.

La storia è questa: Dio ci guarda, dopo essere rientrato da una breve vacanza (sì, anche Dio ogni tanto si riposa) e si incazza, si incazza parecchio. Ha lasciato il mondo prima di partire ed era il Rinascimento, torna e trova il 2011, trova il mondo di oggi.
Fame, guerre, ghiacciai che si sciolgono, foreste devastate, scandali di preti pedofili e Chiesa corrotta, musulmani che esportano Jihad e morte. Il male sembra essere ovunque.

Parliamoci chiaro. La situazione è al collasso. Dio è furioso. Ma proprio furioso.

“Cosa c’era di difficile in quello che gli avevo chiesto?? Cosa c’era di difficile da capire in <FATE I BRAVI>?”

Non c’è altra soluzione. L’unica cosa da fare è rimandare suo Figlio sulla Terra. Gesù Cristo deve tornare laggiù e cercare di rimettere tutto a posto. Ecco, diciamo che però ripensando a come erano andate le cose poco più di duemila anni fa non è che il Figlio di Dio sia proprio entusiasta all’idea di rimettere piede sulla Terra, ma si sa, ai genitori si deve sempre obbedire.

New York, U.S.A. Oggi. Gesù Cristo è di nuovo sulla Terra e le cose per gli esseri umani vanno proprio male: intorno a lui il Figlio di Dio vede solo corruzione, malvagità, indifferenza. Tutti sembrano essersi dimenticati di <fare i bravi>. Gesù Cristo deve rimboccarsi le maniche ed inventarsi qualcosa per farsi ascoltare dal genere umano, per riportare gli uomini sulla retta via, sulla via dell’amore e della compassione. Ce la farà?

Vi invito col cuore a leggere questo libro e a scoprire come va a finire la storia. Merita davvero il vostro tempo. È uno dei libri più belli che abbia letto negli ultimi anni.

Irriverente, profondo, carico di spunti su cui riflettere, “A volte ritorno” è un libro che non potete perdere.

A volte ritorno
di John Niven, 2011
Ed. Einaudi